Bagno di folla per Claudio Baglioni
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Brindisi sotto una pioggia di auguri
Cagliari: in 30mila per Baglioni e l'Orchestra di Piazza Vittorio Neanche la pioggia, arrivata prima della mezzanotte a “rinfrescare” i 30 mila ai piedi del grande palco di via Roma, ha rovinato il brindisi al 2010 celebrato in piazza seguendo i ritmi classici, malinconici e iper-glicemici di testi e musiche di Claudio Baglioni.
L'OK DEL PUBBLICO
Ancora una volta la folla ha mostrato di gradirne la presenza, seppure in uno show che non passerà di certo allo storia per pathos e dialoghi diretti tra star e pubblico. In un certo senso, pur con un parterre notevolmente ridotto, è andata meglio dall'una di notte in poi, quando il sound dell'Orchestra di Piazza Vittorio ha veramente scatenato chi ha deciso di sfidare l'acquazzone che aumentava d'intensità ed è rimasto in piazza.
LA FESTA
Chi si aspettava uno show rutilante non poteva che restare deluso. Ma, del resto, Baglioni non è Fiorello. Cantare, canta. Regalare emozioni antiche? Le regala. E la piazza applaude, salta e urla. Da “Avrai” (intonata alle 22.40) al saluto finale (30 minuti dopo mezzanotte) con “Questo piccolo grande amore” Claudio scalda i cuori, mettendo in campo il suo indubbio talento. Concede giusto un paio di carezze («Facciamo Cagliari capitale del Mediterraneo» e «Questa è un'isola stupenda») e poi brinda sul palco assieme all'assessore regionale Ketty Corona e a quello comunale Anselmo Piras. Il sindaco Emilio Floris non c'è (del resto aveva già vissuto intensamente il concerto di quest'estate all'Anfiteatro) ma Claudio non se ne accorge. Bacia l'assessore Corona (che confesserà di essere sempre stata una fan: «I suoi primi album sono stati la colonna sonora della mia adolescenza») e stappa le bottiglie insieme a Piras. Poi, con la scusa che lo spettacolo! dei fuochi artificiali si svolge alle spalle del palco (dieci minuti di svolazzi pirotecnici, dall'indubbio effetto scenografico), a mezzanotte e cinque ha già ripreso a svolgere, nell'ultima parte davvero senza alcuno slancio, il suo copione. Ancora quattro o cinque canzoni, sotto una pioggia nel frattempo diventata battente, e poi il passaggio del testimone con l'Orchestra di Piazza Vittorio.
COMUNE
Mentre il presentatore Matteo Bruni intrattiene il pubblico in attesa che il palco sia pronto per la nuova esibizione, nelle sale del palazzo del Municipio (addobbate a festa) si brinda al nuovo anno e si scaldano i muscoli in vista delle prossime battaglie politiche: con l'assessore Ketty Corona c'è anche il fratello Giorgio (medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Regione). Poco più in là un capannello attorno al collega Antonello Liori, da dieci mesi dominus della sanità sarda. E poi il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini, l'assessore Giuseppe Farris, i consiglieri Ettore Businco, Stefano Schirru, Giorgio Cugusi, Sandro Vargiu, Marisa Depau, Aurelio Lai, Marco Piras e Massimiliano Tavolacci. E ancora funzionari del Comune e un manipolo di “notabili” cagliaritani, con signore in abito da sera e mariti in giacca e cravatta d'ordinanza. Si fa la fila davanti al tavolo con l'immancabile zampone e un assortimento di grana e salsiccia. Si brinda c! on le bollicine e ci si accalca alle finestre che si affacciano sul palco della festa. Qualcuno dirà: «Io c'ero». E magari mostrerà le prove, esibendo le fotografie.
IN PIAZZA
Tra la gente si registrano solo volti sorridenti e questa è già una notizia, anche se un'inchiesta de “Il Sole 24 ore” aveva già rivelato che a queste latitudini ci si sente i più felici d'Italia. Forse ci si aspetta veramente tanto dal 2010 appena arrivato o forse non si vedeva l'ora di lasciarsi alle spalle un 2009 che per pochi varrà la pena di essere ricordato. In piazza si brinda bevendo lo spumante direttamente dalla bottiglia, da mezzanotte e mezzo in poi la festa sembra diventare improvvisamente proprietà dei giovani. All'una ci si ricorda che Cagliari è multietnica: sotto i portici di via Roma e su per il Largo, fino quasi a piazza Yenne, sono i giovani di colore a scandire il ritmo del ballo, seguendo le melodie che dal palco vengono distribuite dall'Orchestra di Piazza Vittorio. Un' ensemble veramente efficace, con i sedici componenti che mescolano le loro origini e i loro studi in un abile mix, che impedisce a chi ascolta di non dimenarsi. Tu! nisia, Italia, Brasile, Cuba, Senegal, Stati Uniti, Argentina, Ecuador e Ungheria: ognuna delle diverse culture musicali porta qualcosa al tavolo della festa. E la gente balla sotto la pioggia, ricordando l'inno all'allegria regalato mezzo secolo fa da Gene Kelly.
ANTHONY MURONI Ancora una volta la folla ha mostrato di gradirne la presenza, seppure in uno show che non passerà di certo allo storia per pathos e dialoghi diretti tra star e pubblico. In un certo senso, pur con un parterre notevolmente ridotto, è andata meglio dall'una di notte in poi, quando il sound dell'Orchestra di Piazza Vittorio ha veramente scatenato chi ha deciso di sfidare l'acquazzone che aumentava d'intensità ed è rimasto in piazza.
LA FESTA
Chi si aspettava uno show rutilante non poteva che restare deluso. Ma, del resto, Baglioni non è Fiorello. Cantare, canta. Regalare emozioni antiche? Le regala. E la piazza applaude, salta e urla. Da “Avrai” (intonata alle 22.40) al saluto finale (30 minuti dopo mezzanotte) con “Questo piccolo grande amore” Claudio scalda i cuori, mettendo in campo il suo indubbio talento. Concede giusto un paio di carezze («Facciamo Cagliari capitale del Mediterraneo» e «Questa è un'isola stupenda») e poi brinda sul palco assieme all'assessore regionale Ketty Corona e a quello comunale Anselmo Piras. Il sindaco Emilio Floris non c'è (del resto aveva già vissuto intensamente il concerto di quest'estate all'Anfiteatro) ma Claudio non se ne accorge. Bacia l'assessore Corona (che confesserà di essere sempre stata una fan: «I suoi primi album sono stati la colonna sonora della mia adolescenza») e stappa le bottiglie insieme a Piras. Poi, con la scusa che lo spettacolo! dei fuochi artificiali si svolge alle spalle del palco (dieci minuti di svolazzi pirotecnici, dall'indubbio effetto scenografico), a mezzanotte e cinque ha già ripreso a svolgere, nell'ultima parte davvero senza alcuno slancio, il suo copione. Ancora quattro o cinque canzoni, sotto una pioggia nel frattempo diventata battente, e poi il passaggio del testimone con l'Orchestra di Piazza Vittorio.
COMUNE
Mentre il presentatore Matteo Bruni intrattiene il pubblico in attesa che il palco sia pronto per la nuova esibizione, nelle sale del palazzo del Municipio (addobbate a festa) si brinda al nuovo anno e si scaldano i muscoli in vista delle prossime battaglie politiche: con l'assessore Ketty Corona c'è anche il fratello Giorgio (medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Regione). Poco più in là un capannello attorno al collega Antonello Liori, da dieci mesi dominus della sanità sarda. E poi il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini, l'assessore Giuseppe Farris, i consiglieri Ettore Businco, Stefano Schirru, Giorgio Cugusi, Sandro Vargiu, Marisa Depau, Aurelio Lai, Marco Piras e Massimiliano Tavolacci. E ancora funzionari del Comune e un manipolo di “notabili” cagliaritani, con signore in abito da sera e mariti in giacca e cravatta d'ordinanza. Si fa la fila davanti al tavolo con l'immancabile zampone e un assortimento di grana e salsiccia. Si brinda c! on le bollicine e ci si accalca alle finestre che si affacciano sul palco della festa. Qualcuno dirà: «Io c'ero». E magari mostrerà le prove, esibendo le fotografie.
IN PIAZZA
Tra la gente si registrano solo volti sorridenti e questa è già una notizia, anche se un'inchiesta de “Il Sole 24 ore” aveva già rivelato che a queste latitudini ci si sente i più felici d'Italia. Forse ci si aspetta veramente tanto dal 2010 appena arrivato o forse non si vedeva l'ora di lasciarsi alle spalle un 2009 che per pochi varrà la pena di essere ricordato. In piazza si brinda bevendo lo spumante direttamente dalla bottiglia, da mezzanotte e mezzo in poi la festa sembra diventare improvvisamente proprietà dei giovani. All'una ci si ricorda che Cagliari è multietnica: sotto i portici di via Roma e su per il Largo, fino quasi a piazza Yenne, sono i giovani di colore a scandire il ritmo del ballo, seguendo le melodie che dal palco vengono distribuite dall'Orchestra di Piazza Vittorio. Un' ensemble veramente efficace, con i sedici componenti che mescolano le loro origini e i loro studi in un abile mix, che impedisce a chi ascolta di non dimenarsi. Tu! nisia, Italia, Brasile, Cuba, Senegal, Stati Uniti, Argentina, Ecuador e Ungheria: ognuna delle diverse culture musicali porta qualcosa al tavolo della festa. E la gente balla sotto la pioggia, ricordando l'inno all'allegria regalato mezzo secolo fa da Gene Kelly.
Fonte: L'Unione Sarda
Foto di Giuseppe Ungari
BAGNO DI FOLLA PER CLAUDIO BAGLIONI
Decine di migliaia di persone anche da tutta l’isola al concerto di Via Roma
IL CAPODANNO
Buffet in Comune ma il sindaco era assente. In piazza bloccato dai vigili un tentativo di rissa.
CAGLIARI. Pienone per Claudio Baglioni. La pioggia e il vento non hanno impedito a decine di migliaia di sardi di festeggiare il Capodanno. Una folla di cagliaritani ha assistito al concerto del cantante che si è esibito sul mega palco allestito in via Roma, davanti a largo Carlo Felice. Canti e balli fino al mattino, nonostante il maltempo, anche in altre zone del centro storico della città. Dopo Baglioni, quindici minuti prima dell’una, si è esibita l’orchesta multi etnica di piazza Vittorio, ugualmente seguita e applaudita. Quest’anno, però, il sindaco Emilio Floris ha preferito passare in famiglia l’ultimo dell’anno. È salito invece sul palco, per conto del primo cittadino e della Giunta, l’assessore Anselmo Piras (Politiche sociali) e, per conto del presidente della Regione Ugo Cappellacci, l’assessore Kety Corona (Enti locali), che hanno ringraziato Baglioni e la città. Nessun incidente al concerto. Solo un po’ di tensione tra due gruppi di giovani (tra cui diversi nuoresi, intervenuti in massa per sentire Baglioni) nella parte alta del largo Carlo Felice, ma l’intervento dei vigili urbani ha calmato gli animi. Erano circa centoventi gli agenti di polizia urbana che hanno vigilato la festa di ieri. Per l’occasione il sindaco aveva emanato l’ordinanza che vieta la vendita, per uso esterno, di bibite in bottiglia, ma anche se molti le avevano, non vi sono stati usi impropri. Alle 22 nel palazzo comunale c’è stato un buffet offerto agli ospiti dell’amministrazione e ai dipendenti comunali, assessori e consiglieri. Ma il momento più atteso è stato il concerto di Baglioni. Moltissimi anche gli spettatori venuti da altre parti della Sardegna. Gli organizzatori (la Event Group che ha vinto l’appalto per la gestione dei grandi eventi cittadini sino al 2011) hanno pubblicizzato il concerto nelle principali città europee collegate a Cagliari coi voli low cost. Qualche problema imprevisto lo ha creato il vento che, però, non ha guastato i festeggiamenti, costringendo i vigili del fuoco a diversi interventi, subito dopo la mezzanotte a causa di alberi sradicati e cartelloni pubblicitari pericolanti (non solo in città ma anche in diversi centri della provincia). I carabinieri, invece, sono dovuti intervenire in alcune zone dove qualche teppista si è divertito a dare alle fiamme alcuni cassonetti dei rifiuti.
Fonte: La Nuova Sardegna


