Sgarbi porta a Cagliari l’Adorazione dei Magi di Sandro Botticelli

L’ Adorazione dei Magi di Sandro Botticellis.botticelli

Sgarbi porta a Cagliari l’Adorazione dei Magi di Sandro Botticelli

Nella Cattedrale di Cagliari, gremita di gente, Vittorio Sgarbi porta tre importanti opere sulla natività: l’Adorazione dei Magi di Botticelli, proveniente dagli Uffizi di Firenze, l’Adorazione dei Pastori di Jacopo Bassano della Galleria Corsini di Roma e la Natività di Cristo di Ignazio Stern, della sua collezione privata. Collocate in alto sull’altare, perché siano visibili a tutti, fanno si che “la Cattedrale diventi per un giorno un museo”, come dice il celebre critico d’arte.
La lectio magistralis del Prof. Sgarbi offre alla Città di Cagliari una serata di grande suggestione grazie alla sua dialettica travolgente, alla capacità unica di spaziare nella storia dell’arte, nella politica, nella teologia fino alle tematiche dei nostri giorni sui crocifissi ed il presepio. E’ una gioia ed un piacere essere trasportati nella lettura di queste opere, che diventa riflessione sul nostro tempo e sull’uomo, sempre condotta sul file rouge di un irresistibile humour, ma sempre con profondo rispetto per la sede e le tematiche della “conversazione”. “Credo sia il modo migliore per cominciare le nostre feste”, dice Maria Lucia Baire, Direttrice del Museo Diocesano ed Assessore Regionale alla Cultura.
Ringrazia tutte le istituzioni che si sono impegnate “perché noi possiamo avere queste opere di grande pregio e importanza - per la prima volta in Sardegna - che arricchiscono il nostro bagaglio culturale e ci aiutano nella crescita civica”. Sgarbi presenta subito lo spirito ed il carattere innovativo di questa iniziativa: “A Cagliari per la prima volta si è stabilito il principio per cui nelle opere d’arte ci sia la dimensione inossidabile e imperitura del cristianesimo. La Cattedrale, scelta come sede dell’inaugurazione, è stata fortemente voluta come “ luogo di una conversazione sull’arte”. “Si celebra quindi il rito della funzione artistica in Chiesa e quello della funzione religiosa nel Museo”. Esprime quindi l’augurio che questi incontri possano proseguire per “la prossima Pasqua con una serie di opere d’arte sulla Passione”. E con un filo di commozione dice al suo pubblico: “Fa malinconia a me perdere il rito di incontrarsi in questa Cattedrale, raramente capita che opere d’arte tornino in chiesa. Le opere sono simboli di una storia religiosa, facciamo diventare questa Cattedrale per un giorno un museo”.
Il critico d’arte mette a confronto le tre opere. Per prima presenta la Natività di Cristo (1728) di Ignazio Stern, pezzo della collezione dello stesso Sgarbi. E così lo presenta: “Grande pittore del ‘700 totalmente sconosciuto, nato in Baviera e poi italianizzato. L’opera dello Stern ha avuto particolare fortuna perché se ne conoscono tre versioni. Ho acquistato questo quadro ad una vendita a Londra così smagliante, luminosa… è una visione! Il pittore descrive la natività come un’apparizione: l’Angelo che conforta la Sacra Famiglia, la Madonna quasi di cera e San Giuseppe, abbronzato, sente una luce che viene dal bambino e si ripara gli occhi. Il pittore da prova di essere un visionario, rappresenta la natività fuori dal tempo!”. La seconda opera è l’Adorazione dei Pastori di Jacopo Bassano (1560-1965) “pittore veneto molto prolifico che creerà il genere pastorale. Quest’opera potrebbe valere sul mercato 4 – 5 milioni di euro”. Infine il quadro più importante: “l’Adorazione dei Magi (fine ‘400, inizi ‘500) di Sandro Botticelli, il più grande pittore del ‘400 italiano. Con quest’opera Cagliari può compiacersi di avere una delle più belle adorazioni dei Magi”. Nella rappresentazione “i poveri sono i primi ad inginocchiarsi e riconoscere la maestà di Dio, anche i Magi sono inginocchiati, ma non è rappresentata una gerarchia tra ricchi e poveri, tra potenti ed umili, il vero potente è il bambino, che è posto in una grotta, preparata come palazzo della povertà. Botticelli muore prima di completare l’opera, che quindi è incompiuta. Nella parte inferiore c’è il corteo, corteo democratico in cui non si vede l’emergenza delle persone più importanti; nella superiore il paesaggio. Quest’opera rappresenta la “fase finale di Botticelli in cui la spiritualità è più importante della pittura”.
Il grande maestro “sente che deve testimoniare dei principi filosofici, ed in questo dipinto è quasi un teologo, un uomo che si da a Dio”. I tre quadri sulla natività saranno esposti fino al 21 febbraio nel Museo Diocesano, nella sala che già ospita dal 10 dicembre la mostra Tibet, mistero, luce. In un confronto, ricco di fascino, fra culture e religioni diverse, la Città di Cagliari ed in particolare il Museo Diocesano si presentano come promotori di una grande apertura culturale.

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Estratto del Tg3 inerente la mostra