Festività 2009/2010: Le mostre

La Cattedrale di CagliariLe Mostre

Le mostre

Il ricco calendario di esposizioni in Città, durante i festeggiamenti di Natale e Capodanno riguarda, non esclusivamente l'arte moderna e contemporanea ma comprende mostre che raccolgono i capolavori dei più grandi artisti italiani ed internazionali Come non soffermarsi sulle tre importanti opere sulla natività, la cui mostra è stata sapientemente inaugurata dal Prof. Vittorio Sgarbi al Museo del Duomo della Cattedrale? Di fronte a noi ecco l’Adorazione dei Magi di Botticelli, proveniente dagli Uffizi di Firenze, l’Adorazione dei Pastori di Jacopo Bassano della Galleria Corsini di Roma e la Natività di Cristo di Ignazio Stern, della sua collezione privata. Collocate in alto sull’altare, perché siano visibili a tutti, fanno si che “la Cattedrale diventi per un giorno un museo”, come dice il celebre critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Il professore mette a confronto le tre opere. Per prima presenta la Natività di Cristo (1728) di Ignazio Stern della sua collezione: “Grande pittore del ‘700 totalmente sconosciuto, nato in Baviera e poi italianizzato. L’opera dello Stern ha avuto particolare fortuna perché se ne conoscono tre versioni. Ho acquistato questo quadro ad una vendita a Londra così smagliante, luminosa, è una visione! Il pittore descrive la natività come un’apparizione: l’Angelo che conforta la Sacra Famiglia, la Madonna quasi di cera e San Giuseppe, abbronzato, sente una luce che viene dal bambino e si ripara gli occhi. Il pittore da prova di essere un visionario, rappresenta la natività fuori dal tempo!”.
La seconda opera è l’Adorazione dei Pastori di Jacopo Bassano (1560- 1565): “pittore veneto molto prolifico che creerà il genere pastorale. Quest’opera potrebbe valere sul mercato 4 – 5 milioni di euro”. Infine il quadro più importante, “l’Adorazione dei Magi (fine ‘400, inizi ‘500) di Sandro Botticelli, il più grande pittore del ‘400 italiano. Con quest’opera Cagliari può compiacersi di avere una delle più belle adorazioni dei Magi”. Nella rappresentazione, spiega Sgarbi, “i poveri sono i primi ad inginocchiarsi e riconoscere la maestà di Dio. Anche i Magi sono inginocchiati, ma non è rappresentata una gerarchia tra ricchi e poveri, tra potenti ed umili; il vero potente è il bambino, che è posto in una grotta, preparata come palazzo della povertà”. Quest’opera rappresenta la “fase finale di Botticelli in cui la spiritualità è più importante della pittura”. Il grande maestro “sente che deve testimoniare dei principi filosofici, ed in questo dipinto è quasi un teologo, un uomo che si da a Dio”. E non solo! Ecco il calendario completo delle mostre visitabili durante le Feste: